Dare parole alle emozioni per ritrovare la strada
L’intervento di Maria Luisa Gagiulo, alla presentazione di In Vista in Campidoglio
Che cosa prova una famiglia quando scopre che il proprio figlio ha una disabilità visiva?
È una domanda difficile; eppure, è proprio da questa domanda che è partito l’intervento della Dottoressa Maria Luisa Gargiulo durante la presentazione di In Vista. Psicologa, psicoterapeuta e punto di riferimento nazionale nel campo della disabilità visiva, la Dottoressa Gargiulo cura per In Vista la rubrica “L’Esperta Risponde“, uno spazio nato per accogliere le domande delle famiglie e offrire strumenti di riflessione, orientamento e comprensione.
Con la sensibilità che la contraddistingue, la dottoressa Gargiulo ha scelto di non parlare da tecnica.
Ha parlato prima di tutto come persona, ha ricordato i suoi genitori, il loro senso di smarrimento e tutte quelle domande che ogni famiglia si pone all’inizio del percorso. Domande che spesso convivono con paura, rabbia, negazione e senso di impotenza. Secondo la dottoressa Gargiulo, uno dei problemi più grandi è che molte di queste emozioni restano senza parole. E quando non riusciamo a dare un nome a ciò che proviamo, diventa molto più difficile elaborarlo.
Per questo raccontare è importante.
Raccontare permette di dare forma alle emozioni, permette di riconoscerle, permette di orientarsi. La scrittura, la condivisione delle esperienze e l’ascolto reciproco diventano così strumenti di crescita e di consapevolezza. Per questo motivo, ha spiegato, è fondamentale creare spazi in cui le persone possano sentirsi accolte, comprese e accompagnate nel loro percorso. Attraverso “L’Esperta Risponde“, In Vista ha scelto di offrire proprio questo: non risposte preconfezionate, ma uno spazio di ascolto professionale capace di aiutare le famiglie a leggere la propria esperienza con maggiore consapevolezza.
Nel suo intervento ha spiegato come leggere le storie degli altri possa essere di aiuto, ma anche come scrivere la propria storia rappresenti un passaggio fondamentale. Mettere nero su bianco ciò che si è vissuto significa rileggere il proprio percorso, comprenderlo e spesso trovare significati nuovi.
È ciò che accade nelle rubriche di In Vista.
Ogni testimonianza, ogni intervista e ogni esperienza condivisa diventano occasioni di riflessione per chi legge, ma anche per chi racconta.
La Dottoressa Gargiulo ha definito In Vista un modello di auto-aiuto e di comunità.
Uno spazio che supera i confini geografici e raggiunge famiglie che vivono situazioni simili in città diverse, regioni diverse e contesti diversi, perché le domande che si pongono i genitori sono spesso le stesse e le emozioni che attraversano una famiglia sono universali.
Nel corso del suo intervento ha utilizzato una delle immagini che più hanno colpito il pubblico presente: quella della “macchina del tempo”. Guardando la sala del Campidoglio, ha raccontato di aver rivisto il proprio passato, ricordando incontri, persone e momenti significativi della sua storia personale e professionale. Ma quella stessa sala le ha permesso anche di guardare avanti, verso i bambini, le famiglie e i giovani presenti, simbolo del futuro. Un’immagine che ha restituito il senso più profondo della comunità: mettere in relazione esperienze, generazioni e percorsi diversi, affinché nessuno debba affrontare da solo le domande che accompagnano il proprio cammino.
Nel concludere il suo intervento ha richiamato uno slogan storico del movimento delle persone con disabilità:
“Nulla su di noi senza di noi.”
Una frase che racchiude perfettamente anche lo spirito di In Vista, perché raccontare la disabilità visiva significa dare voce a chi la vive ogni giorno e perché nessuna storia dovrebbe essere raccontata senza ascoltare chi ne è protagonista.


